{"id":24421,"date":"2019-10-16T06:36:30","date_gmt":"2019-10-16T10:36:30","guid":{"rendered":"http:\/\/blogdalucianaoliveira.com.br\/blog\/?p=24421"},"modified":"2019-10-16T06:37:12","modified_gmt":"2019-10-16T10:37:12","slug":"cosa-ce-davvero-dietro-le-fiamme-che-stanno-distruggendo-lamazzonia","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/blogdalucianaoliveira.com.br\/blog\/2019\/10\/16\/cosa-ce-davvero-dietro-le-fiamme-che-stanno-distruggendo-lamazzonia\/","title":{"rendered":"Cosa c\u2019\u00e8 davvero dietro le fiamme che stanno distruggendo l\u2019Amazzonia"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_24420\" aria-describedby=\"caption-attachment-24420\" style=\"width: 768px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"24420\" data-permalink=\"http:\/\/blogdalucianaoliveira.com.br\/blog\/?attachment_id=24420\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/blogdalucianaoliveira.com.br\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/A2DA948A-5EF1-423E-81B9-517AE71178B4.jpeg?fit=768%2C513\" data-orig-size=\"768,513\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;Young boy on the road along burning forest Roraima state Amazon. 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Che si tratti dei cambiamenti climatici o delle semplici bizze di ottobre \u00e8 difficile saperlo. In ogni caso, il dubbio \u00e8 per lo meno emblematico dell\u2019intervista programmata. Anche il luogo lo \u00e8: una stradina a due passi dal Quirinale, uno degli ultimi luoghi delle istituzioni che accomuna gli italiani.<!--more--><\/p>\n<p>Assieme a Ivanilde Carvalho, che mi aiuter\u00e0 nella traduzione e che rappresenta il Comitato italiano Lula Livre, arriviamo nella sede di Greenpeace dove ci aspetta una coloratissima delegazione composta da 4 persone, 3 leader indigeni e un missionario del CIMI (il Conselho Indigenista Mission\u00e1rio). Tutti e quattro sono appena tornati da un incontro con Papa Francesco (Chiquinho, come lo chiamano amichevolmente) e sono ancora emozionati.<\/p>\n<h2><strong>\u201cRIDATECI LA TERRA DEI NOSTRI ANTENATI\u201d<\/strong><\/h2>\n<p>A rompere il ghiaccio, alla nostra prima domanda \u00e8 <strong>Jos\u00e9 Luis Cassup\u00e1<\/strong>. Lui \u00e8 il coordinatore dell\u2019Organizzazione dei popoli indigeni della Rondonia, del NordOvest del Mato Grosso e dell\u2019Amazzonia del Sud (Opiroma). Jos\u00e9 Luis si \u00e8 dedicato ai diritti degli indigeni, come insegnante, \u00e8 sempre stato coinvolto nell\u2019istruzione e nei diritti della salute. Il suo popolo, i Cassup\u00e1, furono <strong>deportati dalle loro terre tradizionali<\/strong> negli anni \u201830 e \u201840 e portati nelle citt\u00e0 dello stato di Rond\u00f4nia (uno degli Stati del nord dell\u2019Amazzonia brasiliana). Oggi rimangono <strong>poco pi\u00f9 di 200 Cassup\u00e1<\/strong> che continuano a chiedere di riavere la loro terra tradizionale.<\/p>\n<p><strong>CONTINUA DOPO IL VIDEO<\/strong><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Amazzonia in fiamme, l'appello di Jos\u00e9 Luis Cassup\u00e1\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/uAm80r95-X8?feature=oembed\" width=\"100%\" height=\"392\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\" data-mce-fragment=\"1\"><\/iframe><\/p>\n<p>Senza ottenerla, nonostante la <strong>costituzione brasiliana garantisca il diritto<\/strong> alla terra alle popolazioni indigene \u2013 guai a chiamarli indios, imparo subito, quello \u00e8 il termine coniato dai colonizzatori -.<\/p>\n<p>Proprio dal rispetto della Costituzione partiamo. E Jos\u00e9 Luis \u00e8 un fiume in piena. Un fiume in piena dai toni calmi, quasi serafici, ma dalle parole acuminate come frecce.<\/p>\n<p>\u201cLa nostra Costituzione il 5 ottobre 1988 aveva stabilito i nostri diritti sanitari, sociali e ai territori originari tradizionali. E invece ci sono <strong>pi\u00f9 di 600 terre che ancora non sono state ufficialmente assegnate<\/strong>, nonostante avessero dovuto farlo in 5 anni. Tra queste\u00a0 i <strong>luoghi sacri<\/strong> ai popoli indigeni, quelli in cui abbiamo seppellito i nostri antenati, quelli in cui raccoglievamo i frutti o facevamo i nostri ornamenti\u201d.<\/p>\n<p>E anche quelle assegnate sono state <strong>disegnate sulla carta<\/strong>, senza consultarli. \u201cNel territorio tradizionale nostro c\u2019erano i luoghi in cui raccoglievamo il necessaio per i rimedi, i nostri farmaci. Oppure quelli in cui andavamo a prendere la frutta o gli oggetti sacri. Quelli sono rimasti fuori da ogni riconoscimento ai popoli che li usavano e magari assegnati a chi li coltiva. Oggi noi non possiamo mettere piede nelle aree in cui i nostri nonni ci insegnavano ad andare, altrimenti veniamo <strong>accusati di essere terroristi<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>E il furto di terra non si ferma. \u201cNoi siamo stati espulsi, <strong>abbiamo perfino dovuto comprare un pezzo di quelle terre<\/strong>. Ora ci dicono \u2018al momento della demarcazione voi non c\u2019eravate, non avete diritto\u2019. \u00c8 come se si volesse cancellare la storia oltre che i nostri diritti con una proposta di legge come quella che sta portando avanti il governo Bolsonaro\u201d.<\/p>\n<h2><strong>\u201cQUANTE BUGIE DA BOLSONARO E DALLE LOBBY\u201d<\/strong><\/h2>\n<p><strong>Hozana Purubor\u00e0<\/strong> \u00e8 la leader (cacique \u00e8 il termine giusto) del popolo Purubor\u00e0. Un gruppo che da 20 anni sta chiedendo la demarcazione delle proprie terre in Rondonia. Una richiesta di certezza che ancora non hanno ottenuto dopo essere stati espulsi \u2013 sorte comune,\u00a0 a quanto pare, dei popoli indigeni \u2013 dalle loro terre.<\/p>\n<p>\u201cQuello che ci preoccupa \u00e8 che il <strong>presidente Bolsonaro va dicendo all\u2019estero che in Brasile \u00e8 tutto ok<\/strong>. Ma non \u00e8 la verit\u00e0. Non solo non hanno rispettato i dettati della Costituzione ma per vivere nelle nostre terre anche noi abbiamo dovuto comprarle. Se viviamo <strong>dispersi nelle periferie delle citt\u00e0 della Rond\u00f4nia<\/strong>, non \u00e8 certo per nostra scelta. \u00c8 una scelta del governo e delle lobby dell\u2019agribusiness\u201d commenta amaramente.<\/p>\n<p><strong>CONTINUA DOPO IL VIDEO<\/strong><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Amazzonia: l'appello di di Hozana Purubor\u00e0\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/Ys6J0hjVj5A?feature=oembed\" width=\"100%\" height=\"392\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\" data-mce-fragment=\"1\"><\/iframe><\/p>\n<p>Quando \u00e8 entrata in vigore la Costituzione del 1988, ci spiega, era stato dato un termine di 5 anni per regolarizzare le terre indigene. Ma con la postilla della \u201cdemarcazione temporale\u201d, sulla quale ora punta il governo Bolsonaro, che riconosceva questo diritto a chi, a quell\u2019epoca, viveva nella foresta sono rimasti fuori i popoli come i Purubor\u00e0 che erano stati espulsi. E che ora si sentono dire: \u201ccosa volete voi? Nel 1988 non eravate nella foresta e dunque non avete diritto alla terra\u201d.<\/p>\n<h2><strong>\u201cUN GENOCIDIO OLTRE CHE UN ECOCIDIO\u201d<\/strong><\/h2>\n<p>Le storie di questi popoli, del resto, sono amare come il sapore delle loro terre avvelenate e bruciate.<\/p>\n<p><strong>Adriano Karipuna<\/strong> \u00e8 uno dei leader del popolo omonimo che \u00e8 vissuto per secoli nella foresta rondoniense. Ha tre figli ed \u00e8 il primo figlio maschio di Katik\u00e1, <strong>uno degli otto sopravvissuti di questo popolo<\/strong> dopo il contatto con la societ\u00e0 non indigena, negli anni \u201970. In pochi anni i Karipuna si erano quasi estinti, massacrati dalle malattie epidemiche legate al contatto esterno, da una parte, e dalla violenta invasione dei loro territori, dall\u2019altra. Oggi l\u2019intera comunit\u00e0 conta 58 individui (59 ci corregge Adriano, visto che in questi giorni \u00e8 arrivata una nuova nascita).<\/p>\n<p><strong>CONTINUA DOPO IL VIDEO<\/strong><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Amazzonia in fiamme, l'appello di Adriano Karipuna\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/JNDWL5wp_ng?feature=oembed\" width=\"100%\" height=\"392\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\" data-mce-fragment=\"1\"><\/iframe><\/p>\n<p>Sebbene il territorio di Karipuna di 152.000 ettari sia, dal 1998, ufficialmente delimitato e dedicato al suo popolo, loro <strong>non possono muoversi liberamente<\/strong> sulle proprie terre. Un incontro con i taglialegna o con i tanti che si appropriano delle terre potrebbe mettere a rischio la loro vita. Negli ultimi anni, il popolo Karipuna ha chiesto al governo brasiliano di adempiere al proprio dovere e proteggere la propria terra, la propria foresta e il proprio popolo.<\/p>\n<p>\u201cDalle mie denunce \u00a0\u2013 ci dice \u2013 \u00e8 cambiato molto poco e <strong>continuiamo a essere minacciati di morte<\/strong>. Una situazione che dipende dall\u2019atteggiamento e dalle pressioni di questo governo che \u00e8 apertamente anti-indigeno e vuole prendersi l\u2019Amazzonia. Un governo che alimenta odio e divisioni, dietro lo slogan che \u2018<strong>la foresta non genera economia<\/strong>\u2019. Uno slogan che ammicca chiaramente alle lobby ma che purtroppo fa proseliti anche tra le classi bianche pi\u00f9 povere, promettendo esportazioni, economia fiorente. Continua a ripetere: \u201cPerch\u00e9 i popoli indigeni dovrebbero avere la terra? Non ci fanno nulla\u201d. Bugie che fanno presa ma che sono dettate, parola per parola, dall\u2019<strong>industria del legname, dai cercatori d\u2019oro, dagli allevatori e dai latifondisti<\/strong>della soia\u201d.<\/p>\n<p>\u00c8 una delle tattiche di Bolsonaro, purtroppo anticipata da chi lo sostiene. Gi\u00e0 il giorno dopo le elezioni. \u201cIn un anno e sei mesi dalla sua elezione sono stati invasi circa 200 ettari. E sono solo quelli riconosciuti dalle fonti di polizia. Chi non vedeva l\u2019ora di rubare interi pezzi di foresta, nonostante le operazioni di polizia, si \u00e8 sentito impunibile. E i risultati ora sono evidenti a tutto il mondo\u201d ci dice Adriano.<\/p>\n<h2><strong>\u201cCI MINACCIANO, UCCIDONO I NOSTRI FIGLI\u201d<\/strong><\/h2>\n<p>Risuonano le parole di Adriano a New York nel 2018 e a Ginevra nel 2019 quando con suo fratello Andr\u00e9, che \u00e8 il cacique (il leader) del suo popolo, hanno denunciato alle Nazioni Unite, l\u2019imminente genocidio dei Karipuna. \u201cNon sono parole esagerate \u2013 spiega con decisione Adriano \u2013 stanno varando leggi su leggi per privarci delle nostre terre. Ci minacciano i cercatori d\u2019oro, i tagliatori di boschi, i latifondisti, arrivano nelle comunit\u00e0 e minacciano di dare fuoco alle case e uccidere i bambini e sempre con la benevolenza della politica. \u00c8 il <strong>progetto della morte del popolo indigeno<\/strong> e di ecocidio della foresta\u201d.<\/p>\n<p>E ora il governo Bolsonaro sta discutendo perfino di <strong>aprire alla ricerca mineraria<\/strong> in Amazzonia. \u201cIl progetto di legge \u00e8 la logica conseguenza di questa politica e mette in pericolo anche le terre acquisite per legge, non solo dicendo che non saranno pi\u00f9 assegnate quelle che spettano agli indigeni, ma che <strong>saranno ristrette<\/strong> quelle gi\u00e0 acquisite e che potranno perfino essere vendute le terre omologate. E come se il diritto delle terre fosse un banale commercio ci si dice: \u2018<strong>siete 59 persone? Avete troppa terra, che ve ne fate voi che non lavorate e non producete? Va diminuita<\/strong>\u2019. Ma noi proteggiamo 153mila ettari di foresta\u201d.<\/p>\n<p>Gli interessi delle lobby forti sono talmente grandi da passare sopra a tutto e tutti. \u201cNel nostro territorio \u2013 ci dice Adriano \u2013 esistono ancora <strong>popoli incontattati<\/strong>, che ancora non hanno visto un bianco e in questo caso possono essere sterminati, cacciati senza che nessuno muova un dito. Addirittura possono allagare le loro terre con loro dentro, per fare invasi per bacini idroelettrici, come \u00e8 gi\u00e0 successo. Oggi tentiamo di difendere noi questi indigeni, ma come facciamo se le invasioni li spingono a spostarsi e noi non sappiamo dove sono finiti?\u201d.<\/p>\n<h2><strong>\u201cLE MULTINAZIONALI TRA I MANDANTI\u201d<\/strong><\/h2>\n<p>Per anni questi leader hanno lottato praticamente soli, con l\u2019<strong>aiuto di Ong come Greenpeace<\/strong> ma senza molta attenzione dall\u2019opinione pubblica mondiale. Ora, per\u00f2, tutto il mondo si sta accorgendo di quello che accade in Amazzonia. Compresi i consumatori dei paesi ricchi. \u201cOra ci si comincia a rendere conto \u2013 ci dice il leader dei Karipuna \u2013\u00a0 che le multinazionali sono tra i mandanti di questo ecocidio e genocidio. Lo scorso mese a Bruxelles ho parlato con la Commissione che sta valutando il progetto di <strong>accordo con il Mercosur<\/strong> e ho chiesto attenzione perch\u00e9 la soia, l\u2019oro, il legno che viene dalle nostre terre <strong>\u00e8 macchiato di sangue<\/strong>. Anche se basta un gioco di <strong>carte false<\/strong> per far finta che non provenga dall\u2019Amazzonia, noi sappiamo che \u00e8 macchiato del sangue dei nostri figli\u201d.<\/p>\n<p>Con l\u2019aiuto del Consiglio indigeno missionario e di Greenpeace Brasile, ora queste denunce stanno facendo il giro del mondo e Adriano e gli altri coraggiosi leader indigeni girano per il mondo per portare avanti la loro lotta e quella di quella che definiscono la resistenza per proteggere la protesta.<\/p>\n<h2><strong>IL GRANDE INGANNO DELLO SVILUPPO SOSTENIBILE<\/strong><\/h2>\n<p>E per svelare il grande inganno di quella che molte industrie e politiche chiamano sviluppo sostenibile.<\/p>\n<p>\u201cQuello che chiamano in questo modo \u00e8 <strong>semplicemente distruzione e morte<\/strong>\u201d. Adriano non usa certo giri di parole. E spiega: \u201cCi sono in Amazzonia 880mila indigeni con lingue diverse, con culture diverse. Per chi dovrebbe essere sostenibile questo sviluppo? Quello che per noi \u00e8 sostenibile \u2013 e in questo c\u2019\u00e8 un filo comune in tutti i popoli indigeni \u2013 \u00e8 <strong>vivere in pace, in armonia con la natura, senza sterminio<\/strong>. Quando il governo brasiliano parla di sostenibilit\u00e0, giustifica la deforestazione di alberi secolari creando pascoli. In Brasile ci sono <strong>800 studi per costruire nuove dighe<\/strong>. E tutti parlano di sostenibilit\u00e0 quando in realt\u00e0 finiranno per <strong>allagare le nostre terre<\/strong>. Sono sostenibili le strade che feriscono la foresta? Eppure \u00e8 cos\u00ec che le presentano\u201d.<\/p>\n<p>Aggiunge Hozana: \u201cIn pi\u00f9 per noi \u00e8 l\u2019estinzione e la condanna a una vita da derelitti. Veniamo cacciati dalle terre per costruire le dighe e <strong>finiamo ai margini<\/strong> delle citt\u00e0 senza alcuna possibilit\u00e0 di trovare impiego, dato che per quei lavori portano solo gente di fuori\u201d.<\/p>\n<p>Jos\u00e9 Luis ci tiene a spiegare cosa \u00e8 per gli indigeni sostenibile: \u201cIl rispetto per la natura e la cultura diversa di ognuno. <strong>La foresta amazzonica \u00e8 un tutto<\/strong> e i popoli che ci abitano da secoli sono parte di questo tutto. Se noi uccidiamo un uccello come questo (e ci indica lo splendido copricapo che indossa) lo facciamo per il consumo personale e utilizziamo tutto, le penne e le ossa per decorarci. Quando prendiamo un frutto lo usiamo per mangiare, gli scarti li diamo alla terra o agli animali. Questo \u00e8 \u2018<strong>envolvimento<\/strong>\u2019 (coinvolgimento, ndr) che nulla ha a che fare con il \u2018<strong>desenvolvimento\u2019<\/strong> (lo sviluppo, ndr)\u201d.<\/p>\n<p>Aggiunge Adriano: \u201cFateci caso, tutto quello che ha il prefisso \u2018des\u2019 in brasiliano ha un significato minaccioso: <strong>des-matamento<\/strong> (il disboscamento), <strong>des-placamento<\/strong> (l\u2019allontanamento forzato degli indigeni) e <strong>des-envolvimento<\/strong> (lo sviluppo)\u201d.<\/p>\n<p>Eccoci. Con il cuore stretto e molte certezze in meno di quando siamo entrati, li stringiamo in un abbraccio. Loro ci stringono, sorridono nonostante tutto. E non ci lasciano prima di averci chiesto un selfie in cui, questa volta, l\u2019attrazione siamo noi. Ci fanno indossare i loro copricapi e (giustamente) ridono di cuore. Non li ringrazieremo mai abbastanza del loro coraggio\u2026<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/przvdqe25t3itpa733jhkcik-wpengine.netdna-ssl.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/6e31d484-173e-41bf-b235-b6fb3875290d.jpg?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-67105\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/przvdqe25t3itpa733jhkcik-wpengine.netdna-ssl.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/6e31d484-173e-41bf-b235-b6fb3875290d.jpg?resize=600%2C541&#038;ssl=1\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" srcset=\"https:\/\/przvdqe25t3itpa733jhkcik-wpengine.netdna-ssl.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/6e31d484-173e-41bf-b235-b6fb3875290d.jpg 1024w, https:\/\/przvdqe25t3itpa733jhkcik-wpengine.netdna-ssl.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/6e31d484-173e-41bf-b235-b6fb3875290d-300x271.jpg 300w, https:\/\/przvdqe25t3itpa733jhkcik-wpengine.netdna-ssl.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/6e31d484-173e-41bf-b235-b6fb3875290d-768x693.jpg 768w, https:\/\/przvdqe25t3itpa733jhkcik-wpengine.netdna-ssl.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/6e31d484-173e-41bf-b235-b6fb3875290d-696x628.jpg 696w, https:\/\/przvdqe25t3itpa733jhkcik-wpengine.netdna-ssl.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/6e31d484-173e-41bf-b235-b6fb3875290d-465x420.jpg 465w, https:\/\/przvdqe25t3itpa733jhkcik-wpengine.netdna-ssl.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/6e31d484-173e-41bf-b235-b6fb3875290d-615x555.jpg 615w\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"541\" data-cfsrc=\"https:\/\/przvdqe25t3itpa733jhkcik-wpengine.netdna-ssl.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/6e31d484-173e-41bf-b235-b6fb3875290d.jpg\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Salvagente, di Ricardo Quint\u00edli &#8211;\u00a0\u00c8 una di quelle giornate romane in cui non sai se diluvier\u00e0 o il sole ti costringer\u00e0\u00a0 a spogliarti degli strati che previdentemente hai indossato. Che si tratti dei cambiamenti climatici o delle semplici bizze di ottobre \u00e8 difficile saperlo. In ogni caso, il dubbio \u00e8 per lo meno emblematico&#8230;<a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/blogdalucianaoliveira.com.br\/blog\/2019\/10\/16\/cosa-ce-davvero-dietro-le-fiamme-che-stanno-distruggendo-lamazzonia\/\">Continue a leitura <span class=\"meta-nav\">&raquo;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_exactmetrics_skip_tracking":false,"_exactmetrics_sitenote_active":false,"_exactmetrics_sitenote_note":"","_exactmetrics_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-24421","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-notas"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7wKYW-6lT","jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/blogdalucianaoliveira.com.br\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24421","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/blogdalucianaoliveira.com.br\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/blogdalucianaoliveira.com.br\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/blogdalucianaoliveira.com.br\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/blogdalucianaoliveira.com.br\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=24421"}],"version-history":[{"count":2,"href":"http:\/\/blogdalucianaoliveira.com.br\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24421\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":24423,"href":"http:\/\/blogdalucianaoliveira.com.br\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24421\/revisions\/24423"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/blogdalucianaoliveira.com.br\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=24421"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/blogdalucianaoliveira.com.br\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=24421"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/blogdalucianaoliveira.com.br\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=24421"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}